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Vita in Campagna
Sommario rivista Approfondimento
09
Settembre

  2004
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I LAVORI DI SETTEMBRE-OTTOBRE
La cantina


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Nei mesi di settembre e ottobre si effettua la vendemmia; non bisogna però dimenticarsi di controllare settimanalmente il vino delle annate precedenti conservato in cantina.
La vendemmia 2004 si presenta abbondante e con uva di discreta sanità. In alcune aree la gradazione zuccherina delle uve è bassa (inferiore a 1-3 gradi Babo) e con una acidità totale elevata. Se il vostro vigneto si trova in questa situazione è opportuno che ritardiate la vendemmia eliminando durante la raccolta gli eventuali grappoli guasti.
Nelle aziende che non hanno vinificato uve bianche precoci in agosto è necessario eseguire, come descritto ne «i Lavori» di luglio-agosto, un’accurata pulizia e manutenzione delle attrezzature e la campionatura settimanale dell’uva per controllare l’andamento della maturazione.
La vinificazione

Vinificazione in bianco.
La vinificazione in bianco è la tecnica per ottenere un vino di colore dal giallo paglierino al giallo con la fermentazione del solo mosto, senza macerazione delle parti solide dell’acino (buccia e feccia) per non estrarre le sostanze coloranti (tannini) che sono responsabili del precoce invecchiamento e dell’ossidazione del vino bianco.
Per completare le procedure di una corretta gestione della vinificazione in bianco, descritte ne «i Lavori» di luglio-agosto, nel periodo vendemmiale di settembre-ottobre, quando si vinificano uve non completamente mature e con il valore di acidità totale elevato, raccomandiamo di eseguire una correzione della gradazione alcolica e di favorire la fermentazione malolattica al termine della fermentazione alcolica (vedi pag. 60).
Nel caso di vinificazione di uva bianca guasta occorre scartare quella molto ammuffita e, dopo una soffice pressatura, aggiungere 15-20 grammi per ettolitro di metabisolfito di potassio e 5 grammi per ettolitro di enzima per separare velocemente i residui di buccia e polpa rimasti nel mosto. Entro le 24 ore poi, come spiegato nella vinificazione in bianco, è necessario separare il mosto limpido dalla feccia e aggiungere 40-50 grammi per ettolitro di lievito e 30 grammi per ettolitro di attivante azotato.
Vinificazione in rosato.
La vinificazione in rosato viene condotta con la fermentazione del solo mosto ottenuto con una  macerazione breve, di 4-8 ore, o fino ad alzata del cappello.
La tecnica di vinificazione è uguale a quella impiegata per l’uva bianca (la fermentazione alcolica del mosto è senza la presenza della buccia) perché le caratteristiche di un vino rosato sono simili a quelle di un vino bianco ad esclusione del colore che deve avere una tonalità rosa, con sfumature violacee.
È importante, anche nel vino rosato, evitare l’estrazione dei tannini perché  questi conferiscono una nota cromatica arancione, lo rendono poco gradevole apportando una sensazione gustativa amara, ed accelerano i processi di invecchiamento.
Vinificazione in rosso.
La vinificazione in rosso consiste nel diraspare (operazione che separa l’acino dal raspo) l’uva a bacca rossa e pigiare aggiungendo al pigiato (l’acino schiacciato con il mosto) una dose di metabisolfito di potassio di 10-15 grammi per quintale di uva.
Nell’eventualità di vinificazione di uve rosse con presenza di marciume è necessario aggiungere all’uva, prima della pigiatura, 20 grammi per quintale di metabisolfito di potassio e 20 grammi per quintale di tannino di castagno (sciolto in acqua a 30-40° C).
Occorre riempire la vasca o il vinificatore lasciando circa il 25% di spazio libero tra la superficie del mosto e la sommità del contenitore, in modo che, quando inizia la fermentazione, il cappello di vinaccia, spinto in alto per lo sviluppo di anidride carbonica che si forma dalla trasformazione dello zucchero in alcool, non esca.
Le conoscenze e la tecnica attuali consigliano di aggiungere, una volta riempita la vasca, 20-30 grammi per ettolitro di lievito selezionato e 10-30 grammi per ettolitro di attivante di fermentazione per agevolare la moltiplicazione del lievito e lo sviluppo della fermentazione.
Consigliamo, per le uve rosse non completamente mature, l’aggiunta dell’enzima di macerazione alla dose di 2-4 grammi per ettolitro, allo scopo di favorire l’estrazione del colore dalla buccia. L’aggiunta dell’enzima consente di abbreviare il tempo di macerazione e di ottenere vini molto colorati ma con pochi tannini aggressivi che normalmente  vengono estratti progressivamente durante la vinificazione.
Durante la fermentazione è necessario immergere il cappello almeno due volte al giorno, meglio tre, ad intervalli regolari durante l’arco della giornata, per riuscire ad estrarre il colore dalle bucce ed evitare che la vinaccia a contatto con l’aria inacidisca. Inoltre consigliamo di controllare la temperatura di fermentazione mantenendola al di sotto dei 30° C; temperature elevate possono causare rallentamenti o arresti di fermentazione con conseguente possibile aumento del valore di acidità volatile.
Al raggiungimento del colore desiderato o al termine della fermentazione si svina e si pressa la vinaccia separando l’ultima frazione (torchiato), che verrà fermentata a parte perché ricca di tannini amari e, in certe varietà, di metanolo.
Passati alcuni giorni, al massimo una settimana, per verificare se la fermentazione è terminata si assaggia il vino e si controlla la sua gradazione Babo; se il vino è secco, il mostimetro Babo immerso nel vino indica sulla scala di lettura un valore vicino allo zero. Occorre eseguire quindi un travaso all’aria e separare il vino rosso dalla feccia, aggiungendo 4-5 grammi di metabisolfito di potassio prima di riempire la vasca.
Prima del travaso si raccomanda, specialmente quando si sono vinificate uve guaste, di eseguire un test all’aria per verificare la stabilità del prodotto. Se il vino è ancora molto velato, o se presenta il tipico odore di feccia (odore che ricorda le uova marce), raccomandiamo di ripetere un ulteriore travaso dopo 10 giorni. È importante dopo le operazioni di travaso non lasciare mai i contenitori scolmi.
Aumento della gradazione alcolica.
Nelle zone dove l’uva non ha raggiunto la gradazione Babo desiderata, si può aumentare il valore della gradazione alcolica del vino aggiungendo del mosto concentrato. Per arricchire il vino di un grado alcolico possiamo utilizzare 3-3,5 litri per ettolitro di mosto concentrato, oppure 2-2,2 litri per ettolitro di mosto concentrato rettificato (MCR); quest’ultimo si ottiene concentrando solo gli zuccheri e l’acqua del mosto e togliendo con una tecnica particolare tutte le sostanze coloranti e acide. Solo per autoconsumo è ammesso l’impiego di 1,6-1,7 chilogrammi di zucchero (saccarosio) per ettolitro.
Consigliamo di sciogliere prima il mosto concentrato o lo zucchero in qualche litro di vino in fermentazione e di aggiungerlo in seguito, lentamente e con un rimontaggio all’aria, quando la fermentazione avrà fatto diminuire di un terzo la gradazione Babo iniziale. Ad esempio se la gradazione iniziale è di 15° Babo, aggiungete il mosto concentrato quando il mosto in fermentazione avrà raggiunto i 10° Babo circa.
Fermentazione malolattica al termine della fermentazione alcolica.
Quando il valore d’acidità totale è elevato, superiore a 7,5 grammi per litro, e rende aspri i vini sia bianchi che rossi, è necessario favorire lo sviluppo dei batteri della fermentazione malolattica. Quest’ultima diminuisce naturalmente il valore d’acidità totale, e rende il vino rotondo e meno aggressivo trasformando l’acido malico in acido lattico.
Spesso questa fermentazione batterica
, se indesiderata o mal gestita, causa un appiattimento del vino o può diventare veicolo d’alterazioni (filante, ecc.).  Consigliamo quindi, per una maggiore tranquillità, di aggiungere dei batteri liofilizzati, in vendita nei negozi d’enologia, confezionati in buste per piccole produzioni (da 2,5 a 25 ettolitri), da conservare in frigorifero fino al momento dell’utilizzo.
L’impiego dei batteri liofilizzati ad inoculo diretto di ultima generazione è abbastanza semplice: quando è terminata la fermentazione alcolica, si scioglie il contenuto della busta in acqua tiepida (circa 25° C ) e dopo 15 minuti si aggiungono i batteri reidratati  direttamente alla massa da trattare.
Per favorire la crescita e lo sviluppo dei batteri è necessario non aggiungere metabisolfito di potassio al termine della fermentazione alcolica e rispettare alcuni dati analitici: pH superiore a 3,2;  anidride solforosa totale inferiore a 50 milligrammi per litro; gradazione alcolica inferiore a 13,5°. Se queste condizioni sono rispettate e la temperatura del vino è di almeno 16-18° C, la fermentazione malolattica avviene rapidamente, nell’arco di 15 giorni. Quando i valori analitici sono superiori, specialmente il pH e l’anidride solforosa, è il caso di aggiungere i batteri  ad una parte del vino da trattare, circa il 10%, e solo successivamente, dopo 2-5 giorni, travasare il tutto nella massa  da trattare.
Terminata la fermentazione malolattica, quando sulla superficie del vino non si vedono le bollicine e all’analisi chimica il valore di acidità totale è diminuito (acido malico inferiore a 0,2 milligrammi per litro), si deve travasare e aggiungere 5-6 grammi per ettolitro di metabisolfito di potassio.
I lavori di settembre e ottobre nella piccola cantina per autoconsumo familiare
Nella vinificazione delle uve bianche e rosse non esistono sostanziali differenze operative tra il piccolo produttore e la grande azienda. Dopo un’accurata pulizia delle vasche e delle attrezzature è di fondamentale importanza la corretta raccolta dell’uva. Raccomandiamo  quindi di:
– raccogliere l’uva in casse non molto grandi (da 15-18 kg) per evitare l’ammostamento che è causa della crescita dei lieviti con caratteristiche fermentative scadenti;
– eliminare i grappoli con alterazioni (muffa grigia, oidio, peronospora, marciume acido);
– raccogliere l’uva nelle ore meno calde ed evitare di lasciarla esposta al sole;
– raccogliere solo l’uva che si è in grado di vinificare in giornata.
Una volta raccolta l’uva si esegue la pigiatura e per migliorare la qualità del vino è importante applicare delle semplici regole:
– nella vinificazione in bianco il mosto deve fermentare limpido o leggermente velato e a temperature inferiori ai 20° C;
– nella vinificazione in rosso si deve eseguire almeno due volte al giorno la rottura del cappello e la temperatura di fermentazione non deve superare i 30° C.
Terminata la fermentazione alcolica, prima di ogni travaso eseguite sempre una «prova all’aria» (vedi «i Lavori» di gennaio-febbraio 2004, a pag. 68).
Nelle piccole cantine, un classico problema che si riscontra durante le operazioni di vinificazione, che sembra banale ma è causa di frequenti errori, è la difficoltà di pesare piccoli quantitativi di prodotti enologici.
Per riuscire a pesare piccoli quantitativi di prodotto vi consigliamo di munirvi di una bilancia elettronica da cucina con sensibilità inferiore a 2 grammi, oppure di pesare un quantitativo superiore di prodotto, scioglierlo in un volume noto di acqua, nelle dovute proporzioni, e poi impiegare solo quanto necessario.
Ad esempio, se utilizzate una bilancia da cucina con una sensibilità di 50 grammi e dovete pesare 10 grammi di metabisolfito di potassio, pesate 50 grammi di metabisolfito di potassio e scioglietelo accuratamente in una caraffa contenente 5 bicchieri d’acqua; prelevate poi un bicchiere di acqua dalla caraffa: questo conterrà esattamente il quantitativo di 10 grammi di metabisolfito di potassio da aggiungere al mosto o al vino.

 

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