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L'Informatore Agrario
Sommario rivista Approfondimento
 
40
 21-28 Ott.

  2005
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SPECIALE SESSANTESIMO
L'agricoltura italiana tra storia e futuro


Vai alla foto gallery del Convegno - Verona, Palazzo della Gran Guardia - 19 novembre 2005

Nel 1945, quando L’Informatore Agrario è stato fondato, l’agricoltura italiana dava da lavorare quasi al 50% della popolazione attiva ed era la più importante fonte di reddito per la massima parte del territorio nazionale. Oggi, nel 2005, il settore agricolo fornisce solo un piccolo contributo al prodotto interno lordo italiano (meno del 2%) e solo il 4-5% della popolazione attiva è occupata in agricoltura. Il settore si è quindi drasticamente ridimensionato per peso economico e politico.
Nel frattempo, però, sono cresciute enormemente le capacità produttive per ettaro e per addetto e sono mutati gli obiettivi: nel 1945 l’agricoltore era puro fornitore di alimenti, oggi deve assicurare la salubrità degli alimenti e dell’ambiente e sempre più deve soddisfare il piacere del mangiare.
Durante i 60 anni della sua vita L’Informatore Agrario è stato al tempo stesso testimone e protagonista di una straordinaria evoluzione. Testimone perché attraverso le migliaia di pagine pubblicate si possono leggere le cronache e le immagini di generazioni di agricoltori, che si sono alternate nella coltivazione e nell’allevamento per fornire alimenti a una Nazione in esplosione economica. Protagonista perché tramite le sue pagine migliaia di tecnici e ricercatori hanno trasmesso il loro sapere per consentire agli agricoltori di stare al passo con il progresso scientifico.
È con questi due ruoli che L’Informatore Agrario ha accompagnato l’agricoltura lungo un percorso molto articolato, a volte molto differente tra le diverse aree del Paese e tra i diversi comparti produttivi. L’evoluzione non è stata lineare, ma è proceduta a balzi: periodi di grande sviluppo si sono alternati a fasi di recessione.
Vi sono state grandi innovazioni tecniche, spesso nate proprio nel nostro Paese, che hanno consentito di aumentare l’efficienza produttiva e di ridurre i costi di produzione. Abbiamo assistito anche al crescente confronto con le produzioni agricole di altri Paesi e di altri Continenti che talvolta hanno determinato improvvise riduzioni di reddito sino a costringere gli agricoltori ad abbandonare interi comparti produttivi.
Così abbiamo ideato questo numero speciale de L’Informatore Agrario, che propone alcune riflessioni sul passato della nostra agricoltura e sulle prospettive che ci riserva il futuro.
Lo Speciale si apre con un commento di Corrado Barberis che, dall’osservatorio dell’Istituto di sociologia rurale, scruta con disincantata ironia l’evoluzione del lavoro, della politica, della proprietà fondiaria, e spiega come la complicazione burocratica della Comunità europea abbia contrassegnato la storia e il destino dei nostri agricoltori, talvolta con scelte di ampie vedute economiche, altre con profonde incongruenze.
Esperti di cultura e di scienza che i nostri lettori ben conoscono per autorevolezza e competenza, e più precisamente Francesco Salamini, Basilio Borghi, Carlo Fideghelli, Francesco Saccardo, Attilio Scienza, Franco Valfré, raccontano cinque settori strategici della nostra agricoltura: i grandi seminativi, la frutticoltura, l’orticoltura, la viticoltura e la zootecnia.
Quindi Giuseppe Pellizzi e Ivan Ponti descrivono l’evoluzione dei mezzi tecnici fondamentali per il settore: le macchine agricole e i prodotti fitosanitari.
La nota di carattere economico, affidata a Vittorio Gallerani, non solo si addentra nell’esame del passato, ma azzarda, con coraggio e con ottimismo, ipotesi sul futuro.
Il quadro che nel complesso viene dipinto è variegato. Descrive successi conquistati, accanto a molte aspettative deluse. Sopra a ogni considerazione emergono, però, la capacità e la tenacia degli agricoltori italiani nell’adattarsi alle varie situazioni e la flessibilità degli imprenditori, che si sono prodigati per mantenere la nostra agricoltura sempre ai vertici mondiali adeguando la produzione a una domanda sempre più esigente.
Oggi il settore agricolo sta attraversando un periodo di transizione che porterà a ulteriori profonde trasformazioni. Permarrà tuttavia il ruolo fondamentale dell’agricoltura all’interno della società, cosicché coloro che crederanno nell’agricoltura potranno ottenere ancora soddisfazioni.
Da parte nostra continueremo anche per il futuro a essere a fianco dell’agricoltura professionale italiana, con la serietà, la professionalità e l’indipendenza che ci contraddistinguono, e fedeli alla missione che Alberto Rizzotti scriveva sul primo numero de L’Informatore Agrario: «Sarà nostra cura – si legge – fornire il tecnico, l’agricoltore e il professionista di tutti quei dati pratici che potranno facilitare lo svolgimento del lavoro e delle pratiche».
Per meglio svolgere questo nostro compito stiamo realizzando un profonda revisione del giornale. L’appuntamento è con il primo numero del 2006. Inizierà così una nuova fase di servizio all’informazione degli agricoltori.

Giovanni Rizzotti
 

SOMMARIO
Gli articoli  sono scaricabili gratuitamente (formato .pdf zippato)

Dalla campagna alla città andata e ritorno
di C. Barberis (810 Kb)
Passato glorioso e futuro incerto per i seminativi
di B. Borghi, F. Salamini (576 Kb)
Tre decenni di colture arboree tra innovazione e tradizione
di C. Fideghelli, G. Della Strada, R. Pavia (422 Kb)
La strada per la qualità parte dal vigneto
di A. Scienza (732 Kb)
Voglia di rivincita per l’orticoltura italiana
di F. Saccardo (714 Kb)
Cambia il gusto si evolvono gli allevamenti
di F. Valfré (459 Kb)
Dal cavallo al microprocessore
di G. Pellizzi (538 Kb)
La difesa delle piante diventa strategia
di I. Ponti (470 Kb)
Dalla sovrapproduzione, agli alimenti funzionali e all’energia
di V.A. Gallerani (464 Kb)


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