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Prime anticipazioni sui residui di fitofarmaci negli alimenti
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Le conclusioni del Piano nazionale residui di prodotti fitosanitari negli alimenti di origine vegetale, messo in atto dal Ministero della salute, confermano anche per il 2009 quello che era emerso negli ultimi anni: l’ortofrutta italiana è «pulita». I risultati non sono ancora definitivi, ma si può già dire che il dato fondamentale è incoraggiante: globalmente solo l’1,1% dei campioni analizzati è risultato irregolare, cioè con valori di residui di fitofarmaci superiori al limite di legge. Lo scorso anno il Ministero della salute, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano hanno analizzato complessivamente 7.608 campioni, tra frutta, ortaggi, cereali, vino e olio: di questi solo 83 erano irregolari. Gli ortofrutticoli, come sempre, fanno la parte del leone come numero di controlli, con 6.172 campioni analizzati, di cui 3.198 per la frutta e 2.974 per gli ortaggi. Ebbene, le irregolarità, cioè i campioni nei quali sono stati registrati residui di fitofarmaci superiori a quanto consentito dalla legge, sono stati complessivamente 74, cioè l’1,2%. Irregolarità equamente distribuite, come numero, tra le due categorie: 37 ciascuna. Percentualmente la differenza è minima: 1,15% di irregolarità per la frutta e 1,24% per gli ortaggi. Al momento non sono disponibili i dati sui campioni completamente «puliti», cioè senza residui, e quelli che invece presentano uno o più residui, sia pure entro i limiti di legge. Si tratta dei dati che generalmente suscitano le maggiori preoccupazioni di Legambiente che, con il suo rapporto «Pesticidi nel piatto», solitamente anticipa i risultati del Ministero. Al momento, comunque, si può affermare che il 98,8% dell’ortofrutta italiana rispetta i limiti di legge e quindi è sicura per i consumatori.
In questo numero numero de L'Informatore Agrario abbiamo dedicato una sezione all'approfondimento del tema.
L’ortofrutta italiana resta «pulita» (Pdf, 140 kB) scarica l'articolo GRATIS
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