Dazi sul riso: deciderà la Commissione

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Il Comitato per il commercio UE ha votato martedì 4 dicembre sulla proposta di ripristinare i dazi sulle importazioni di riso da Cambogia e Myanmar ma il risultato non ha portato a una decisione definitiva: 13 Paesi hanno votato a favore (tra cui Italia e Francia), 8 contro (tra cui la Gran Bretagna) e 7 si sono astenuti (tra cui la Germania). In mancanza di una maggioranza qualificata, la palla torna quindi alla Commissione europea.

Se nel Comitato europeo una maggioranza di Stati membri si fosse pronunciato contro, la decisione sarebbe stata bloccata ma con questo risultato la Commissione avrà l’ultima parola e, avendo essa stessa proposto il ripristino dei dazi, è certo che deciderà in questo senso. Si tratta, in sostanza, dello stesso meccanismo grazia al quale, in passato, la Commissione ha dato il via libera all’utilizzo di alcuni ogm per l’alimentazione animale.

Alla base della proposta di reintroduzione dei dazi c’è un’indagine realizzata dalla Commissione europea secondo cui, nel periodo settembre 2012 – agosto 2017, l’import da Cambogia e Myanmar è aumentato fino a incidere per più del 30% sul totale delle importazioni. Nello stesso periodo, la produzione della Ue è invece crollata del 40% e dal lato dei prezzi si è registrata una diminuzione tra il 20% e il 40%.

Commentando il risultato, il ministro delle politiche agricole, Gian Marco Centinaio, ha auspicato che «il Collegio dei commissari adotti al più presto l’atto di implementazione relativo all’attivazione della clausola di salvaguardia del riso».

Per quanto riguarda i tempi della decisione da parte della Commissione non ci sono notizie certe, ma è probabile che non si debba attendere molto: con l’anno nuovo la clausola di salvaguardia dovrebbe essere in vigore.