La Chimica Verde a Eima 2018

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“È necessario valorizzare la produzione agricola – ha dichiarato Luca Lazzeri del Crea Colture industriali sede di Foggia – basata sempre più su nutrienti tecnici biodegradabili, rinnovabili e ipotossici da chimica verde”, intervenendo al convegno “La Chimica Verde per un’ortofrutticoltura sostenibile” organizzato dall’associazione Chimica Verde Bionet.

Basti pensare – ha ricordato Lazzeri – all’azione biocida di alcune essenze come ad esempio il rafano nei confronti dei nematodi o la senape contro gli oociti, ecc. Esistono anche una serie di nuovi prodotti come i corroboranti e i biostimolanti in grado di potenziare la resistenza a parassiti e patogeni o di stimolare e accentuare determinati processi fisiologici delle piante.

Talvolta tali prodotti possono essere ottenuti dagli scarti dei processi agricoli e zootecnici ha dichiarato Sofia Mannelli, presidente di Chimica Verde Bionet introducendo un caso esemplare, quello di Bioinagro società agricola srl guidata da Vincenzo Monreale.

Un case history particolarmente significativo dove – ha dichiarato Monreale intervenendo a Eima – i residui della potatura dei fichi d’India (Opuntia ficus indica) ovvero le pale (clododi) che possono arrivare fino a 600 quintali/ha per anno vengono riutilizzati per produrre novelfood, sostanze nutraceutiche, o destinate a cosmetica, fitoterapia, bioedilizia, bio-remediation.

I conferimenti di cladodi a Bioinagro srl (www.bioinagro.it) sita a San Cono (Catania) dove si coltivano 2.500 ettari di fico d’India, sono passati da 50 tonnellate annue nel 20017 alle 350 attuali.